Utilizzo della CO2 nelle briofite

La CO2 , ha un tasso di diffusione di circa 105 volte inferiore nell’acqua che nell’aria, dunque la quantità di CO2 libera disponibile nell’acqua per le piante acquatiche è di molto inferiore rispetto a quella disponibile per le piante terrestri. Alcuni organismi acquatici data la limitata quantità di carbonio inorganico sottoforma di CO2 libera presente in acqua, si sono dunque adattati ad utilizzare alternativamente come fonte di carbonio, anche quello inorganico presente nei bicarbonati.

Da uno studio effettuato alcuni anni fa sull’utilizzo del carbonio inorganico da parte delle briofite (Bain, 1980), risulta che generalmente esse sono incapaci di assumere direttamente carbonio inorganico sottoforma di ioni di bicarbonato dall’ambiente per effettuare la fotosintesi.

Negli ambienti acquatici calcarei, eutrofizzati e con flusso lento, le briofite generalmente non riescono a competere con le macrofite e con le alghe perché esse sono in grado di assumere anche carbonio inorganico sottoforma di ioni di bicarbonato; la loro diffusione negli ambienti calcarei dipende dunque dalla quantità di nutrienti limitanti disponibili alle macrofite e alle alghe presenti e dall’areazione.

Negli ambienti acquatici con acqua tenera, e PH acido, la quantità di CO2 libera presente è la forma predominate di carbonio inorganico disponibile, le briofite in questi ambienti, soprattutto se è presente un moto turbolento dell’acqua e quindi un maggior scambio con l’atmosfera, vengono favorite. In laghi profondi con acqua tenera e chiara si possono trovare briofite fino a 60 m di profondità, questa situazione a prima vista può sembrare un eccezione, ma non lo è, infatti a quelle profondità le macrofite che necessitano di quantità di luce superiori a quelle necessarie alle briofite vengono limitate dalla stessa e la CO2 prodotta dalla respirazione dei microorganismi diventa una risorsa importante di carbonio disponibile per le briofite, che non avendo così competitori riescono a svilupparsi.

Detto ciò possiamo dunque desumere, generalizzando, che in acquario per far crescere in modo ottimale muschi ed epifite, è preferibile utilizzare acqua tenera, leggermente acida e ben movimentata, limitare i nutrienti che altrimenti verrebbero utilizzati da alghe e piante presenti (più competitive) e aumentare la quantità di CO2 insufflandola con gli appositi impianti in commercio.

Referenze:

The Requirement of Aquatic Bryophytes for Free CO2 as an Inorganic Carbon Source: Some Experimental, Janet T. Bain and M. C. F. Proctor, 1980

 

Ultimo aggiornamento ( Lunedì 04 Gennaio 2010 14:22 )